Come si progetta una casa?

immaginePrincipalmente, un’abitazione deve andare incontro a due finalità: le necessità di chi l’abiterà e l’idoneità dal punto di vista strutturale. L’attività relativa al calcolo strutturale viene sempre affidata ad un ingegnere o ad un architetto, il quale valuterà la geometria dell’ossatura, come ad esempio la profondità delle fondazioni, la posizione e la grandezza dei pilastri e delle travi. In questa fase viene stabilita anche la posizione della scala, poiché deve essere appoggiata ai pilastri.

Successivamente si definisce nel dettaglio il progetto, disegnando i muri interni in modo da creare i vani e le aperture: porte, finestre e terrazzi o balconi.

A questo punto, i futuri residenti della casa dovranno valutare con attenzione la dimensione, la forma e la posizione delle stanze, esprimendo i propri desideri al progettista. Detto ciò, occorre tenere conto dei punti luce: non bisogna, quindi, scordare che il sole sorge a est e tramonta a ovest, per cui le stanze rivolte a est saranno più illuminate e calde in mattinata, mentre le stanze rivolte a ovest riceveranno la luce e il calore del sole nel pomeriggio.

Al fine di ottimizzare la dimensione e la morfologia degli ambienti nel disegno del progetto, occorre disegnare anche i sanitari, l’arredamento e lo spazio necessario all’apertura delle porte. Esistono diversi software che permettono di ottenere una visione tridimensionale delle aree della casa, così da avere anche un’idea dell’effetto estetico finale.

Progettare una casa moderna: ecosostenibilità e biocompatibilità

Per progettare una casa moderna, in linea con le nuove tendenze che impongono funzionalità degli ambienti, design delle forme ed ecocompatibilità dei materiali è un’operazione che va affidata ad un’impresa specializzata e che opera a 360° nel settore.

Il nuovo modo di costruire chiede di essere in grado di rispondere alle nuove esigenze del mercato e dell’ambiente che richiedono sempre più strutture a basso impatto ambientale.

Una sfida possibile da affrontare solo grazie alla ricerca e alla scoperta di nuovi materiali compatibili con l’ambiente e solidali al concetto di durevolezza nel tempo.

Per tutti coloro che desiderano progettare casa, il mercato offre un vasto assortimento di valide alternative capaci di esprimere la creatività e la singolarità dei suoi abitanti, presentando progetti di case moderne di grande impatto.

Le parole d’ordine del nuovo abitare sono ecosostenibilità e biocompatibilità: da qui nasce la necessità di progettare case ecocompatibili fuori e dentro, in grado di autosostenersi e continuare a generare nel tempo benessere e risparmio per chi le abita.

Sono sempre di più i progetti di case moderne, realizzati pressoché ovunque, che sono in armonia con l’ambiente, capaci di adattarsi al contesto, che si fondono sull’utilizzo di materiali che immessi nell’ecosistema non lo inquinano né alterano significativamente gli importanti equilibri naturali.

L’esempio per eccellenza di un materiale biocompatibile, largamente diffuso nel settore delle costruzioni, è dato dal legno.

Devi progettare casa e non sai a chi rivolgerti? Hai sentito parlare di case moderne ecosostenibili e vorresti ricevere maggiori informazioni in merito? Affidati all’impresa Edil 900 Snc. Attiva tra le province di Parma, Reggio Emilia e dintorni saprà progettare e realizzare la casa dei tuoi sogni!

Perchè avvalersi di un software aziendale?

gestionale magazzino negozio

gestionale magazzino negozioL’inefficienza, la perdita di tempo e di risorse, errori umani, ecco alcuni dei motivi per cui sempre più imprese piccole e grandi, hanno deciso di utilizzare un software per gestire il loro negozio. L’ottimizzazione della gestione aziendale sta avvenendo oggi con l’uso di uno speciale software in grado di monitorare, analizzare e proporre misure per i diversi ambiti dell’ottimizzazione aziendale, dalla produzione alla vendita, dal rapporto con i clienti alla gestione amministrativa e contabile.

Il gestionale offre funzioni e strumenti progettati in base alle esigenze del cliente, con la possibilità di modificare la configurazione del sistema in generale, in caso di attivazione di nuovi reparti o estese linee di produzione. Il software viene configurato e impostato per essere in grado di lavorare insieme con gli altri strumenti informatici della società e sempre pronti ad essere ampliato.

Per i negozi di vendita al dettaglio

Il gestionale dei negozi al dettaglio, deve avere alcune caratteristiche come ad esempio, deve essere rapido in fase di assegno, intuitivo anche in operazioni di cassa e più complesse. Ma non solo: deve essere in grado di conservare prezzi, marcature, barcode, informazioni sulla presenza, immagine etc. Deve tenere sotto controllo la perfetta gestione del magazzino, deve essere in grado di creare le etichette per gli articoli, deve essere in grado di comunicare con la gestione dei clienti ed eventuali fidelity card.

Il controllo serve anche per preventivi, ordini, DDT, fatture accompagnatorie e differite, nonché per la gestione dei prodotti sul bancone, deve essere ottimizzato per il touch screen con la possibilità di personalizzare la combinazione di tasti. Deve gestire listini clienti/fornitori e di essere utile per la gestione dell’inventario, raccolta ordini ecc…

Ci sono programmi progettati appositamente per i negozi al dettaglio, cioè, programmi speciali per negozi di abbigliamento, negozi di calzature, articoli sportivi e accessori in grado di controllare le dimensioni e colori. Tali programmi possono essere integrati con il modulo e-commerce, che garantisce la vendita di abbigliamento e calzature direttamente on-line.

Questi controlli hanno una struttura modulare, affidabile e flessibile in grado di elaborare i dati e rapporto qualità/prezzo eccezionale così come sono stati progettati con particolare attenzione per l’utilizzo di lavoratori non esperti di computer. Per questo essi hanno un’interfaccia intuitiva e di facile utilizzo.

Diventa più facile gestire gli acquisti?

Naturalmente la gestione degli acquisti diventa molto più facile e sicura, perché non c’è margine di errore. Non solo, è possibile copiare i dati da un precedente articolo, copiare la colonna in tutte le dimensioni, trasferire un certo numero di tutte le dimensioni, copiare colonna precedente. Gestione spese e arrotondamento per ogni singolo elemento sono completamente automatizzati. Gli sconti sono gestiti per fornitore o per singolo articolo, così come l’evasione totale o parziale dell’ordine e la stampa del loro etichette.

Come impermeabilizzare adeguatamente il tetto?

Impermeabilizzazione-tettiLe piogge e tutti gli altri agenti atmosferici sono acerrimi nemici delle coperture e degli edifici in genere. Le infiltrazioni d’acqua, infatti, generano danni considerevoli, mettendo a rischio lo stato degli immobili nella totalità.

Per imperdire che le infiltrazioni provochino danni irreversibili è necessario provvedere ad una corretta impermebilizzazione del tetto.

Nei casi in cui gli interventi di impermeabilizzazione riguardano edifici esistenti, è indispensabile fare un’accurata verifica dello stato di conservazione dei supporti su cui agire: valutare con attenzione le resistenze meccaniche delle vecchie strutture permette una scelta consapevole della tipologia di soluzione da applicare.

Nel settore delle impermeabilizzazioni è fondamentale la fase di posa, che deve essere meticolosa così da garantire la continuità anche nei punti più critici da raggiungere.

Qualora cercassi una ditta a cui affidare i lavori di impermeabilizzazione del tetto di casa tua, rivolgiti a un’azienda dalla lunga esperienza!

Le diverse soluzioni possibili

La presenza di tracce di umidità e muffe sui muri sono i principali segnali che indicano la necessità di migliorare il grado di isolamento della casa. Il più delle volte le infiltrazioni d’acqua evidenziano dei problemi nello strato impermeabilizzante del tetto.

Un tetto perfettamente funzionale dovrebbe essere costituito da un rivestimento superficiale, uno strato di impermeabilizzante, l’isolante termico, il massetto pendente e una barriera antivapore. Negli anni, però, le fitte piogge possono causare un cedimento dello strato impermeabilizzante, consentendo l’insidiarsi di infiltrazioni d’acqua, e allora è il caso di intervenire per il suo ripristino.

Per impermeabilizzare il tetto ad oggi esistono diversi sistemi specifici, ognuno con vantaggi e svantaggi, da scegliere in relazione alle esigenze dell’edificio, sia di nuova costruzione che già esistente.

Di seguito alcune delle soluzioni impermeabilizzanti da poter utilizzare:

  • Membrane bituminose: ampiamente utilizzate per impermeabilizzare tetti e terrazze, derivano dalla distillazione del petrolio, sono prefabbricate e richiedono l’applicazione di una protezione superficiale quale la pavimentazione. Per la posa delle tradizionali membrane bituminose si utilizza la fiamma libera.
  • Membrane polimeriche: di solito prefabbricate, non contengono bitume o ne contengono in minima percentuale, sono meno diffuse rispetto alle guaine bituminose. Si distinguono a seconda della composizione, possono essere armate oppure no, con relative differenze nella calpestabilità.

Tra i principali vantaggi, la buona resistenza meccanica e la grande elasticità che consente l’assorbimento di escursioni termiche e di movimenti o assestamenti vari.

  • Membrane autoadesive: possono essere bituminose e non, ma hanno la caratteristica di incollarsi al piano di posa grazia a una semplice pressione a temperatura ambiente, senza fiamma. Si tratta, infatti, di un sistema a freddo.
  • Membrane autoprotette e ardesiate: le membrane autoprotette sono quelle che vengono lasciate a vista, visto il manto superficiale che protegge la membrana da intemperie e raggi UV. Quelle ardesiate, più costose, si distinguono per uno strato di rivestimento in rame o alluminio.
  • Impermeabilizzazioni liquide: ampiamente versatili, perché a differenza delle membrane prefabbricate, sono più pratiche da applicare e capaci di agire su tutta la superficie, senza lasciare punti scoperti. Resistenti ai ristagni d’acqua e ai raggi UV, alle intemperie e ai cicli di gelo e disgelo sono prodotti innovativi e sempre efficaci.

Rivolgiti a veri professionisti del settore, se vuoi avere la garanzia di un tetto davvero impermeabile e sicuro!

Come utilizzare il condizionatore evitando sprechi

Come utilizzare il condizionatore evitando sprechi

Come utilizzare il condizionatore evitando sprechiDurante la stagione estive, si fa fatica a fare a meno del condizionatore sia in casa che in ufficio. È importante però utilizzarlo al meglio poiché nell’uso sbagliato dell’aria condizionata si annida un doppio spreco:

  •         Di soldi: che paghiamo in bolletta con i consumi energetici che volano
  •         Di salute: perché l’aria gelata in casa, durante la stagione estiva, porta anche bronchiti, tosse, asma e perfino obesità

Ad oggi, il condizionatore è classificabile come un elettrodomestico di largo consumo; questo poiché quasi il 40% degli italiani ne ha uno e il 90% degli uffici pubblici è attrezzato con apparecchi di questo tipo.

Inoltre, siccome la tecnologia ha fatto enormi passi in avanti in materia di risparmio energetico, un apparecchio di classe A++  è in grado di ridurre il consumo di energia, e quindi il costo in bolletta, a un terzo rispetto a un condizionatore di classe inferiore.

Ma quali sono gli accorgimenti da adottare per utilizzare al meglio il condizionatore?

Innanzitutto, occorre sapere che un singolo impianto possiede un consumo che si aggira tra i 400 e i 600 chilowattora per circa 500 ore di funzionamento: ciò significa che l’uso del condizionatore deve avvenire solo quando effettivamente necessario.

9 pratici consigli pratici per non sprecare corrente elettrica con i condizionatori durante l’estate

  1.    Al momento dell’acquisto, è bene scegliere condizionatori di classe energetica non inferiore alla A. Nonostante siano più cari, la spesa maggiore viene rapidamente ammortizzata grazie a un calo dei consumi in bolletta; questi apparecchi possono infatti comportare una riduzione dei consumi pari al 30%.
  2.    Se l’ambiente non è particolarmente esposto al sole, è consigliabile valutare l’utilizzo di un semplice apparecchio per il raffreddamento al posto del condizionatore ricordando che tutti i condizionatori di nuova generazione possiedono anche la funzione di deumidificazione: abbassando la percentuale di umidità, la stanza si rinfresca in modo naturale, con un consumo minimo di energia.
  3.    Non bisogna esagerare con il freddo e non trasformare le case in ghiacciai. La differenza di temperatura tra l’esterno e l’interno non deve superare i 6 gradi. Questo anche per evitare sbalzi termici ed eventuali problemi di salute.
  4.    Almeno una volta all’anno è necessario controllare i filtri dell’impianto poiché se sono sporchi divorano corrente e gas.
  5.    È necessario prestare molta attenzione alle dispersioni di aria fredda: se le tapparelle e le persiane rimangono abbassate durante le ore in cui la temperatura è più alta, impiegherete meno energia per raffreddare.
  6.    È possibile abbinare un ventilatore da soffitto con pale al condizionatore, e usarli anche alternativamente.
  7.    Durante le ore notturne, è preferibile utilizzare la programmazione dell’impianto: dormire nell’aria condizionata fa male e può causare tosse e bronchite.
  8.    È consigliabile evitare di accendere il condizionatore nelle stanze in cui non si passa la maggior parte del tempo: è solo uno spreco di energia.
  9.    Un’alternativa all’uso del condizionatore è la vecchia tecnica delle correnti d’aria che si possono creare tra una stanza e l’altra attraverso l’apertura di una porta e una finestra: in questo modo si avrà una casa fresca in maniera naturale senza l’utilizzo di alcun impianto di raffreddamento.

Per l’installazione di condizionatori e per la realizzazione di impianti di climatizzazione centralizzata ti consigliamo di rivolgerti a Idroterm Sas. Specializzata nel settore saprà supportarti al meglio verso la scelta del giusto impianto di raffrescamento.

Cos’è la Gnatologia?

dentosofiaSi tratta di una speciale branca dell’odontoiatria che studia e cura, sotto tutti gli aspetti anatomico-funzionali, l’apparato masticatorio.

Chi si occupa della Gnatologia?

Il Gnatologo si occupa della Gnatologia, un dentista specializzato in gnatologia che possiede specifiche competenze per l’identificazione e la risoluzione di vari problemi gnatologici quali malocclusioni, disordini cranio cervico mandibolari, bruxismo, alterazioni dell’articolazione temporo-mandibolare.

Quando è bene recarsi dallo gnatologo?

La figura dello gnatologo è una figura relativamente nuova, non tutti ancora conoscono il suo ruolo. Si dovrebbe pertanto effettuare una visita gnatologica nei casi di “click” della mandibola mentre mangiamo, di forti cefalee apparentemente inspiegabili, di dolori muscolari soprattutto a carico della cervicale, in presenza di frequenti infiammazioni del nervo trigemino facciale. Inoltre vi possono essere sintomi posturali dovuti ad una malocclusione quali dolori alla schiena e alle gambe, frequenti strappi o stiramenti.

Come viene eseguita la visita dalla gnatologo?

La visita gnatologica serve a capire se i fastidi accusati dal paziente (cefalea, dolori facciali, nucali, acufeni, vertigini) sono in relazione con la malocclusione. La visita serve ad individuare in maniera precisa ed accurata il reale rapporto mandibola-cranio e l’eventuale presenza di qualsiasi problematica che potrebbe impedire questa naturale correlazione che permette un normale movimento della mandibola.

Quali sono le terapie successive alla visita?

Una delle terapie successive alla visita riguarda l’utilizzo del Byte, ovvero dei paradenti.

Quali sono le patologie più comuni trattate dalla gnatologia?

Bruxismo:

uno dei maggiori problemi che inducono il paziente a sottoporsi ad una visita gnatologica. Le cause del bruxismo possono essere molteplici e molto spesso riguardano pazienti con una certa predisposizione ereditaria oppure, sempre più spesso, fattori psico-emotivi. Altre cause invece sono spesso legate a determinate mal occlusioni o disfunzioni temporo-mandibolari che possono scatenare il bruxismo.

Altra soluzione ottimale è rappresentata dal dispositivo Eptamed, che porta ad un riequilibrio delle funzioni alterate della bocca, con la conseguente armonizzazione delle arcate dentali.

Blocco della mandibola:

il  blocco della manibola genera difficoltà ad aprire la bocca per un blocco del meccanismo condilo-discale che permette l’apertura della bocca. Le cause sono sostanzialmente due: una malocclusione causata da estrazioni, ortododonzia o protesi mal eseguite, oppure traumi quali il colpo della frusta di incidenti stradali.

Morso incrociato:

in questo caso la visita viene richiesta in quanto il paziente verifica autonomamente una malocclusione non corretta di fatto dovuta ad un’asimmetria delle due arcate dentarie che non combaciano e costringono la mandibola a posizionarsi lateralmente per occludere bene (chiusura dei denti).

Quali sono i sintomi?

  • Dolori all’Articolazione Temporo-Mandibolare (ATM), localizzati e spesso confusi con dolori all’orecchio
  • Bruxismo, digrignamento e/o serramento dei denti la notte
  • Acufeni (fischi all’orecchio), vertigini, senso di ovattamento delle orecchie
  • Nevralgia del Trigemino
  • Mal di testa, di varie tipologie
  • Dolori cervicali
  • Tensioni muscolari alla mascella, al collo, alle spalle

Meglio curare i denti da bambini?

Si, certamente, la prevenzione fin dalla prima infanzia è molto importante. Già all’età di 3 anni può risultare sufficiente limare un pochino la punta di un canino da latte per eliminare una pericolosa interferenza che condiziona la crescita della mandibola rendendola asimmetrica.

Si tratta di un intervento molto veloce che può evitare una lunga e costosa cura ortodontica!

Opere di rifacimento tetto: per accrescere il comfort abitativo e il risparmio energetico

rifacimento tetto in tegoleIl tetto, sinonimo di sicurezza e protezione, è di certo la parte più importante di un edificio, ma anche la parte più delicata, perché costantemente esposta all’azione degli agenti atmosferici.

Il manto di copertura di un edificio, che può essere costituito da tegole, lastre, scandoli o pannelli, deve essere progettato in modo da riuscire a proteggere dalle intemperie o dal sole, isolare gli ambienti interni, ventilare e impermeabilizzare.

Un tetto non può essere eterno, ma gli interventi di manutenzione periodica contribuiscono alla sua buona durata.

In alcuni casi è necessario provvedere al rifacimento del manto di copertura; trattandosi di un intervento di tipo strutturale, che quindi compromette la stabilità dell’intero edificio, è importante non temporeggiare e soprattutto affidarsi a una ditta specializzata.

 La procedura di rifacimento: come si interviene su un tetto esistente

Il rifacimento del tetto racchiude una serie di procedure, che vanno dallo smantellamento del vecchio tetto fino al ripristino ex-novo.

L’iter da seguire, al fine di agire nel pieno rispetto della Legge e per garantire una realizzazione ottimale e un risultato funzionale, è il seguente:

  • sopralluogo accurato: fase preventiva rispetto all’inizio concreto dei lavori, assolutamente necessaria;
  • scelta delle nuove tegole e della tipologia di isolamento: sono numerose le possibili soluzioni, da impiegare in contesti specifici, efficaci e in grado di assicurare un buon isolamento termico e acustico;
  • messa in opera delle strutture a tutela della sicurezza dei lavoratori;
  • smantellamento del tetto esistente: innanzitutto devono essere rimosse tutte le tegole, poi il vecchio isolamento e le travi di supporto da sostituire, se troppo deteriorate;
  • posa in opera di tegole, travi e materiali isolanti: questa fase, ancor più di tutte le altre, necessita di esperienza, competenze specifiche, perizia, ma anche molta precisione e pazienza.
  • installazione accessori di rifinitura e lattonerie.

 

Non solo la scelta delle tegole!

Le tegole sono la parte più rappresentativa di un tetto, e per la scelta della tipologia adatta da impiegare non si può non considerare una serie di fattori, tra cui: la zona geografica e il clima, il peso della struttura, l’inclinazione del tetto e la tipologia di edificio.

Le soluzioni più richieste per gli edifici a uso residenziale sono ancora oggi le tegole, che possono rientrare in una delle due grandi macro-categorie:

  • tegole in laterizio: molto leggere, sono particolarmente adatte a ricoprire edifici di zone a clima mite, dove le gelate invernali o le nevicate sono rarissime. Il fatto che assorbano acqua può favorire possibili infiltrazioni interstiziali e conseguenti fenomeni di rigonfiamento in caso di gelate. Principalmente per fattori estetici, il laterizio si utilizza molto anche nei centri storici;
  • tegole in cemento: si prediligono nelle zone con clima rigido e molto piovose, in quanto assorbono poca acqua. Rispetto alle tegole in laterizio, quelle in cemento sono molto più pesanti.

Ci siamo soffermati sulla scelta delle tegole, ma come ben sappiamo, un adeguato intervento di rifacimento del tetto passa anche attraverso la scelta e la posa del sistema di isolamento adatto.

Se vuoi trovare un rimedio efficace alle infiltrazioni d’acqua, alla formazione di muffa, piuttosto che alla dispersione di calore, rivolgiti a veri professionisti nel campo del rifacimento tetti, come quelli che la ditta Canovi Coperture mette a disposizione di ogni suo cliente!

Come realizzare un sito web “usabile”

sito webUsabile non vuol dire “accessibile”, o meglio non sempre, questi due termini non sono pertanto da confondere.

Un sito web accessibile è un sito che risulta essere compatibile con i browser più diffusi e con il software impiegato dai non vedenti per navigare in internet. Ciò non significa però che sia “usabile”. Ma vediamo cosa ne pensano i veri esperti del settore.

La web usability è un aspetto fondamentale che riguarda la fase di progettazione da considerare al fine di realizzare siti web facili da usare, tanto da considerarsi un elemento di valutazione indispensabile della funzionalità di un sito web.

L’usabilità è stata definita in diversi modi. L’ISO, l’International Standardizing Organization, ha dato la seguente definizione: “l’usabilità è il grado in cui un prodotto può essere usato da determinati utenti per raggiungere determinati obiettivi con efficacia, efficienza e soddisfazione in un dato contesto d’uso”.

Jacob Nielsen, considerato il principale studioso dell’usabilità del web, definisce l’usabilità “come la misura della qualità dell’esperienza dell’utente nell’interazione con qualcosa, sia esso un sito web o un’applicazione software tradizionale o qualsiasi altro strumento con il quale l’utente può operare”. Secondo Nielsen, un prodotto (un sito) è usabile quando è facile da apprendere, è efficiente, è facile da ricordare, permette pochi errori di interazione, è piacevole da usare.

Secondo Ben Shneiderman, studioso e informatico americano, il concetto di usabilità implica quattro dimensioni principali: l’efficienza (efficiency), la facilità di apprendimento (learnability) la facilità di ricordare i comandi principali (memorability), la soddisfazione nell’uso (satisfaction).

Altri autori sostengono che l’usabilità abbraccia le quattro principali componenti di una situazione di lavoro: utente, compito, sistema e ambiente. Progettare in vista dell’usabilità significa quindi riuscire ad armonizzare l’interazione di questi fattori.

Jacob Nielsen ha individuato cinque fattori fondamentali che delimitano il campo d’azione dell’usabilità:

    • facilità e semplicità
    • efficienza ed efficacia

 

  • memoria
  • errori gravi e frequenti
  • soddisfazione

 

Steave Krug, nel suo libro “Don’t make me think”, ha spiegato l’usabilità riferita al sito web con queste parole: “un sito web usabile è quello dove l’utente trova le cose che cerca o riesce ad adoperare il sito senza pensarci “.

Un sito usabile è un sito che permette di trarre dei vantaggi

Il sito deve avere un senso ben definito e chiaro. I contenuti devono essere unici, originali e deve essere “interpellato” dagli utenti, deve essere di facile navigazione, le informazioni devono essere complete, facili da capire, intuitive, è l’utente che deve consultare il sito, non chi lo crea o il proprietario, questo non lo dobbiamo scordare, dobbiamo dimenticarci il concetto di “noi” e concentrarci sugli “altri” che non necessariamente devono avere le nostre conoscenze in ambito informatico, ma ciò nonostante si possono considerare utenti curiosi ed interessanti, pronti a trasformarsi in clienti fedeli e costanti.
Gli utenti devono essere soddisfatti di navigare sul sito, devono riuscire ad utilizzare il sito in maniera ottimale, questo significa che il sito deve essere in grado di interagire con gli utenti. Per questa ragione bisogna sempre puntare alla perfezione che in qualche caso può persino essere raggiunta!