Gli anni 1980 - 86
Nel tale periodo l'azione del Consorzio entra nella Fase II (compensazione), così assicurando direttamente tutte le azioni necessarie al funzionamento dell'Università che la stessa, per la sua fragilità strutturale o per la rigidità normativa, non era in grado di assicurare in proprio: dalla messa a disposizione di personale e di consulenze qualificate, all'attrezzamento di base, tra l'altro, dei laboratori delle facoltà di agraria e di ingegneria, inoltre all'assunzione in locazione e quindi al recupero funzionale dell'ex sede del Centro Regionale di Sperimentazione Agraria (via Marangoni in Udine), ritenuto indispensabile per il corretto avvio delle attività della facoltà di agraria.
Negli anni 1984/86 il Consorzio - in virtù di delega informale da parte della Regione - entra in gioco, in un clima caratterizzato da forti polemiche, per l'individuazione della sede della struttura assistenziale della facoltà di medicina (istituita con Legge 828/82, II legge per la ricostruzione del Friuli, unitamente alla facoltà di scienze economiche e bancarie) e per l'individuazione della localmente più idonea forma di gestione della struttura stessa. Le risultanze della commissione consortile a ciò deputata (in essa presenti tutte le componenti direttamente o indirettamente interessate alle tali scelte) conducono all'ubicazione della facoltà medica nell'area dell'Ospedale Civile di Udine e alla scelta della gestione diretta per il (da costituirsi) policlinico.
Per favorire il raccordo, in forme da rendersi stabili nel tempo tra competenze universitarie e componenti professionali del territorio, nonché per consentire un avvio della ricerca scientifica e di una didattica extrauniversitaria nei settori di riferimento delle nuove facoltà, il Consorzio, con l'apporto di altri qualificati soggetti economici del territorio, da vita alla Fondazione CREF (Centro di ricerche economiche e formazione) e all'IRCAB, Istituto di ricerche cliniche applicate e di base (tuttora funzionanti).