Consorzio Universitario del Friuli Pordenone Castello di Gorizia Castello di Udine Sede dell'Università di Udine
Vai ai contenuti.
Sezioni

Gli anni 1967 - 77

Una volta costituito, il Consorzio procedeva immediatamente - in un contesto politico regionale non del tutto favorevole, essendo ancora vive le polemiche connesse sia all’ubicazione in Trieste del capoluogo regionale (1962), sia all’istituzione in Trieste della facoltà di medicina (1964), allorquando Udine e il Friuli ne reclamavano l’istituzione in Udine, seppur in convenzione - a definire con l’Università degli Studi di Trieste i contenuti della convenzione trentennale, siglata il 29 febbraio 1968, finalizzata ad attivare in Udine la facoltà di lingue e letterature straniere (non esistente presso il detto Ateneo) e a sostenerne il funzionamento.

A fronte della stessa con il Decreto del Presidente della Repubblica 12 giugno 1968 n. 1170, veniva attivata, presso l’Università degli studi di Trieste, la "facoltà di lingue e letterature straniere con sede in Udine", con inizio dei corsi prevista per l’anno accademico 1968/69.

A fronte di detti contenuti convenzionali, con mezzi propri e con risorse di provenienza regionale il Consorzio assicurava tutte le proprie obbligazioni, ivi comprese quelle di carattere edilizio, con l’acquisto e successiva ristrutturazione di Palazzo Antonini-Cernazai e, quindi, dell’ex Convento degli Agostiniani (anche noto come ex Intendenza di finanza), con acquisizione di tutti gli arredi ed attrezzature necessari e reclutamento del personale necessario al funzionamento della facoltà decentrata.
Nell’anno 1971 si pone la questione dell’allargamento degli studi attivati nella sede udinese e si prefigura un accordo per l’attivazione in Udine di un corso di laurea in scienze agrarie, in raccordo con la facoltà di Scienze MM.FF.NN dell’Università di Trieste, accordo quindi bocciato, in posizione di totale chiusura, dagli Organi di Governo della detta Università.

A fronte di tale chiusura vengono quindi avviati dei contatti con l’Università di Padova, sino a prefigurare l’ipotesi di un decentramento della facoltà di scienze della stessa Università, addivenendo sino alla stesura, a cura del Consorzio, della bozza di convenzione tra l’Ateneo patavino e il Consorzio.

Per una concomitante serie di circostanze, tra le quali la ventilata ipotesi del venire meno dei finanziamenti regionali nel caso l’accordo con Padova giungesse a compimento, le pressioni esercitate sull’Università di Padova dall’Università di Trieste, l’inopinata "apertura" da parte di quest’ultima, viene accantonata l’ipotesi patavina ed entra a trovare campo l’ipotesi del convenzionamento tra Trieste e il Consorzio per l’attivazione in Udine dei corsi del biennio raddoppiato della Facoltà di Ingegneria. Viene quindi stipulata nel giugno 1972 la pertinente convenzione con l’Università di Trieste e l’apertura dei corsi viene immediatamente fissata per l’anno accademico 1972/73.

Anche la convenzione di ingegneria impone tutti gli obblighi in capo al Consorzio, sia per la copertura dei costi della docenza e di funzionamento (da gestirsi mediante bilancio separato del bilancio generale dell’Università di Trieste), sia per le componenti strutturali ed infrastrutturali e per il personale, da assicurarsi direttamente dal Consorzio. Ad esse si aggiungono, in quegli anni, sulle fondate pressioni da parte degli studenti - peraltro inevitabilmente esercitate sul Consorzio in assenza pressochè totale dell’Opera dell’Università di Trieste (assenza formalmente motivata dal Rettore-Presidente dalla circostanza che nella convenzione del 1968 non veniva fatto cenno all’assistenza agli studenti) - le esigenze dei servizi complementari in favore degli studenti stessi, tali la mensa e la casa dello studente.

Nell’estate 1972 il Consorzio assumeva direttamente in locazione dall’Ente Friulano di Assistenza l’intero immobile sito in viale Ungheria 43, denominato Casa dello Studente, per allestirvi nei piani inferiori tutta la parte didattica, laboratoristica, gli studi e la biblioteca del biennio propedeutico di ingegneria.

Per quanto relativo al concreto utilizzo dei cinque piani destinati ad alloggio, tutti consegnati al Consorzio perfettamente arredati, giocava a favore della sede udinese la eccezionale circostanza del generale Commissariamento delle Opere universitarie (Trieste naturalmente inclusa), disposto all’epoca dal Ministero della Pubblica Istruzione. Il Commissario straordinario, di provenienza extraregionale, valutate le circostanze in ottica oggettiva di aderenza alle esigenze degli studenti, si accordava con il Consorzio per l’assunzione in sublocazione da parte dell’Opera universitaria di Trieste dei piani destinate a stanze, così attivando praticamente da subito una funzionale casa dello studente per gli studenti udinesi. Si attivava altresì, mediante accordo con l’Ente Friulano di Assistenza, un servizio mensa per gli studenti a latere della casa dello studente.

Nel 1974 il Consorzio, in presenza di una modificazione della normativa nazionale che consentiva (a superamento della c.d. "legge Codignola") l’istituzione di nuove Università "in attesa della riforma universitaria" su conforme parere dei Consigli delle pertinenti Regioni, sollecitava – anche sulla base di documentazione di supporto comprovante la fondatezza della richiesta sul piano dello sviluppo economico e sociale del Friuli - l’espressione dell’indispensabile parere (reso nella seduta del 4.7.74, favorevole all’istituzione in Udine di una autonoma Università nel rispetto del principio della "non concorrenzialità") e, quindi, inoltrava la formale istanza, rimasta però senza esito.

Gli eventi sismici del 1976 interrompevano solo temporaneamente l’ordinaria attività delle strutture esistenti (nella casa dello studente e quindi nei locali del biennio di ingegneria trovavano ospitalità su richiesta e in accordo con il Commissariato straordinario di Governo per il Friuli, in forza dell’autorità del quale potevano essere apprestati tutti i necessari supporti logistici ed organizzativi, gli anziani sfollati dalla casa di riposo di Tarcento e quindi anche pazienti ortopedici numericamente eccedenti le capacità ricettive dell’Ospedale civile, per totali 220 ricoverati). Sul versante edilizio si bloccavano gli interventi di recupero e di adattamento ad usi funzionali dell’ex Convento degli Agostiniani.

L’inizio dell’anno accademico 1976/77 (novembre 1976) vedeva comunque il regolare avvio dei corsi sia della facoltà di lingue e letterature straniere sia del biennio propedeutico di ingegneria.
Il Consorzio assolveva all’esecuzione degli interventi di consolidamento degli immobili resi necessari dagli eventi sismici (di non rilevante entità data la solidità delle strutture).