Come impermeabilizzare adeguatamente il tetto?

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Impermeabilizzazione-tettiLe piogge e tutti gli altri agenti atmosferici sono acerrimi nemici delle coperture e degli edifici in genere. Le infiltrazioni d’acqua, infatti, generano danni considerevoli, mettendo a rischio lo stato degli immobili nella totalità.

Per imperdire che le infiltrazioni provochino danni irreversibili è necessario provvedere ad una corretta impermebilizzazione del tetto.

Nei casi in cui gli interventi di impermeabilizzazione riguardano edifici esistenti, è indispensabile fare un’accurata verifica dello stato di conservazione dei supporti su cui agire: valutare con attenzione le resistenze meccaniche delle vecchie strutture permette una scelta consapevole della tipologia di soluzione da applicare.

Nel settore delle impermeabilizzazioni è fondamentale la fase di posa, che deve essere meticolosa così da garantire la continuità anche nei punti più critici da raggiungere.

Qualora cercassi una ditta a cui affidare i lavori di impermeabilizzazione del tetto di casa tua, rivolgiti a un’azienda dalla lunga esperienza!

Le diverse soluzioni possibili

La presenza di tracce di umidità e muffe sui muri sono i principali segnali che indicano la necessità di migliorare il grado di isolamento della casa. Il più delle volte le infiltrazioni d’acqua evidenziano dei problemi nello strato impermeabilizzante del tetto.

Un tetto perfettamente funzionale dovrebbe essere costituito da un rivestimento superficiale, uno strato di impermeabilizzante, l’isolante termico, il massetto pendente e una barriera antivapore. Negli anni, però, le fitte piogge possono causare un cedimento dello strato impermeabilizzante, consentendo l’insidiarsi di infiltrazioni d’acqua, e allora è il caso di intervenire per il suo ripristino.

Per impermeabilizzare il tetto ad oggi esistono diversi sistemi specifici, ognuno con vantaggi e svantaggi, da scegliere in relazione alle esigenze dell’edificio, sia di nuova costruzione che già esistente.

Di seguito alcune delle soluzioni impermeabilizzanti da poter utilizzare:

  • Membrane bituminose: ampiamente utilizzate per impermeabilizzare tetti e terrazze, derivano dalla distillazione del petrolio, sono prefabbricate e richiedono l’applicazione di una protezione superficiale quale la pavimentazione. Per la posa delle tradizionali membrane bituminose si utilizza la fiamma libera.
  • Membrane polimeriche: di solito prefabbricate, non contengono bitume o ne contengono in minima percentuale, sono meno diffuse rispetto alle guaine bituminose. Si distinguono a seconda della composizione, possono essere armate oppure no, con relative differenze nella calpestabilità.

Tra i principali vantaggi, la buona resistenza meccanica e la grande elasticità che consente l’assorbimento di escursioni termiche e di movimenti o assestamenti vari.

  • Membrane autoadesive: possono essere bituminose e non, ma hanno la caratteristica di incollarsi al piano di posa grazia a una semplice pressione a temperatura ambiente, senza fiamma. Si tratta, infatti, di un sistema a freddo.
  • Membrane autoprotette e ardesiate: le membrane autoprotette sono quelle che vengono lasciate a vista, visto il manto superficiale che protegge la membrana da intemperie e raggi UV. Quelle ardesiate, più costose, si distinguono per uno strato di rivestimento in rame o alluminio.
  • Impermeabilizzazioni liquide: ampiamente versatili, perché a differenza delle membrane prefabbricate, sono più pratiche da applicare e capaci di agire su tutta la superficie, senza lasciare punti scoperti. Resistenti ai ristagni d’acqua e ai raggi UV, alle intemperie e ai cicli di gelo e disgelo sono prodotti innovativi e sempre efficaci.

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